Lettera di un cavaliere solitario




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Lettera di un cavaliere solitario

Comunque vada i problemi costruiscono uomini forti

di Un cavaliere solitario
Salve a tutti.

Voglio innanzitutto presentare il motivo che mi spinge a scrivere: purtroppo, nella mia vita, penso come molti altri che si trovano in situazioni anche peggiori della mia, non ho quasi mai avuto attorno a me persone con le quali potere sfogare il mio disappunto. Non quasi mai trovato un amico sincero, che mi volesse come ”amico” e non soltanto per interesse e mi sono innamorato di una persona che mi ha cancellato dalla sua vita senza neanche dirmi una parola.
Mi sento un ”cavaliere solitario”, ma non perché io non abbia mai cercato di trovare la gente, degli amici o anche solo dei colleghi con cui poter collaborare nel mondo dell'università o del lavoro.
Ho provato a cercare, a dare tutto me stesso... ho dato tutto quello che avevo dentro di me, tutta la mia disponibilità, tutto ciò che in quei momenti potevo dare ma con l'unico risultato che la maggior parte della gente che mi circondava ha preso, ha ricevuto e non mi ha più dato... Loro, la gente, quelli che sono civilizzati, che hanno tutto e sono insoddisfatti, che hanno i fidanzati, i genitori, i fratelli e le sorelle, le mogli e i mariti. Io ho dato gratis, senza pretendere nulla in cambio... eccetto una cosa: essere accettato, essere considerato loro amico.
Ebbene, sono riusciti anche a farmi pesare questo fatto, mi sono sentito sfruttato, mortificato e umiliato.
Recentemente, con una persona sposata, verso la quale mi sono comportato più come un fratello che come un amico/collega, l'ho informata e le ho collaborato con lei per un esame universitario, sperando di poter ricevere quanto meno un po' di amicizia in cambio. Ma invece ho dovuto addirittura sentire che il marito di questa persona che non mi conosceva si è lamentato del fatto che io venissi invitato senza qualsivoglia altro secondo fine a casa di questa collega semplicemente per ripetere e per aiutarci a vicenda per un esame..!
Dunque, a quanto sembra, più cerco di essere altruista e più mi ritrovo abbandonato, senza amici e senza lealtà verso di me.
Purtroppo non conoscono la mia vita, i tanti problemi che hanno tempestato pesantemente l'esistenza mia e quella della mia famiglia, tanto da spingere mio fratello ad allontanarsi dalla nostra casa, dalla grande città nel meridione d'Italia nella quale viviamo e di cercare di costruirsi una vita migliore in un'altra città dell'Italia più a nord.
Ormai mi sto lasciando alla solitudine, al non cercare più nessuno per non sopportare ulteriori delusioni, malessere, tristezza e (lo ammetto) anche depressione, di cui ho sofferto per un po' tempo alcuni anni fa.
Non cerco la vostra compassione, amici lettori, ciò che vi chiedo soltanto è di potere fermarvi a riflettere. Sappiate che nel mondo ci sono molti che sono circondati da affetti, amici e compagni di viaggio, i quali, nel bene o nel male, comunque non li lasciano mai soli. A molti di loro pare che tutto sia dovuto, mentre ci sono molti altri che sono lasciati al proprio destino, alla loro solitudine e quasi non hanno più la forza di indignarsi.

C'è rabbia e amarezza nel mio cuore, lo ammetto, ma anche la speranza che un giorno chi soffre in silenzio potrà rialzare la testa e prendersi la sua rivincita.



La nostra risposta:
Ciao,
leggo il tuo sfogo e mi ritrovo in quello che ci racconti.
Credo che molti di noi vivano il problema che tu ci esponi, non tanto perché siamo considerati dei deboli rispetto a gli altri, ma perché abbiamo nella nostra personalità un innato altruismo.

Quindi devo comunque annotare che questo altruismo, se da un lato ci fa accettare da tutti... perché comunque gli conviene, dall'altro, come tu ci fai notare, ci danneggia nell'animo ed anche nel carattere.
Io dal canto mio ho risolto questo problema misurando anzitempo le persone e quindi innalzo una barriera con quelle negative affinché non possa soffrire per i loro comportamenti

Ti vorrei consigliare di non dare tutto te stesso verso la persona con la quale hai dei rapporti di amicizia, ma di dare la tua a piccole gocce, anche negandoti per vedere le loro reazioni e quindi "pesare" chi ti sta di fronte.

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