Non sono abituato alle grandi compagnie




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Non sono abituato alle grandi compagnie

30 anni, forte senso di emarginazione, inadeguatezza e malumore

di Tristissimo da Torino
Mi sono imbattuto per caso in questo spazio stasera, abbattuto e con la mente affollata da pensieri negativi. Forse perché dovevo uscire come tutti son abituati a fare il sabato dopo una settimana di fatica e lavoro. Ma per me da troppi anni il sabato è un giorno come un altro, non ho un lavoro, ho sempre fatto una fatica inimmaginabile a costruirmi relazioni sociali e penso che alla mia età sia giunto ormai a un punto di non ritorno per sperare di costruirsi amicizie vere. Non sono abituato alle grandi compagnie; ultimamente mi aggrego di più ma perché la mia mente è talmente debole che non ho la forza di calcolare i passi e pensare alle conseguenze. Purtroppo mi capita di svegliarmi al mattino e avvertire un forte malessere; da tanto tempo, l'ansia non mi permette di avere la mente lucida e mi sento quasi costretto a chiedere aiuto. Ma a chi? Quando sei triste e confuso è più facile finire in pasto ai pescecani. Ho solo un amico, credo, a cui confido il mio disagio ma ho paura di rivelare troppo il mio malumore, di rendermi paranoico e sentirmi solo al mondo. Ho sempre avuto un senso critico spiccato, sono scettico e consapevole che al mondo tutto fa schifo. Tanti mi dicono che ho un'autostima bassissima. Secondo me tutti sono condizionati dal parere altrui e me ne accorgo quando vedo l'umanità reagire con invidia a una lode da te ricevuta anche involontariamente o gongolare se riceve considerazioni soprattutto a tuo discapito. Voglia d combattere per una posta così bassa non ne ho ma magari si esaurita la forza per scimmiottare sorrisetti e atteggiamenti amichevoli con i superiori. Altro non resta che ritagliarsi uno spazietto nella folla dove poter essere sè stessi. Forse ho una visione alterata della realtà a causa della mia negatività ma lo sconforto è tale che non posso più fingere di stare bene o permettere che qualcuno approfitti del mio carattere mite e della mia debolezza per trattarmi da pagliaccio. E da quel che noto succede sempre più spesso, come se la situazione mi sia sfuggita di mano. Sarò introverso, strano, ridicolo, particolare, brutto (non ci avevo mai pensato) non so più che risposte darmi... ho bisogno di confrontarmi e costruire qualcosa di bello, specie sapere se alla mia età (29) qualcuno si riconosce in parte e voglia provare a capirmi. Per essere più concreti anche se non vi riconoscete in me, sarei comunque motivato a passare dei momenti senza piangere per tutto ciò che di brutto ci circonda.


La nostra risposta:
Ciao,
difficile non riconoscersi in te…
Chi più, chi meno, nella nostra società ci si può ritrovare a dover affrontare quanto tu dici.
Siamo sempre più snaturati, sempre più presi dal vortice della vita, dalla frenesia del lavoro, dal desiderio di emergere, per poter dimostrare di essere, di valere e come tu stesso in parte dici… dimostrare alla fine cosa?
Ma questa è la vita, questo è il nostro tempo e ognuno di noi si trova, suo malgrado, nello stesso vortice.

Non credo ci sia nessuno di pienamente felice, ognuno a modo suo, deve lottare.
Una cosa ho apprezzato di te… la tua maturità nell’esporre le tue riflessioni… Non è facile trovare giovani della tua età con questa maturità… Molti sono davvero superficiali, lo dici tu stesso, ma tu no… tu vorresti per te e per chi ti sta vicino, qualche cosa di diverso, vorresti ritrovare un  po’ quel mondo che si è perduto… quel piacere di stare insieme, di condividere, di aiutarsi… tutto ciò è lodevole, perché dimostra sensibilità d’animo.
Coltiva questo tuo sentire e siine fiero, vedrai che le persone giuste ti sapranno comprendere.
Non temere di esprimerti con gli altri, è proprio l’isolamento quello che bisogna evitare, a costo di doverci accorgere che non ci comprendono ma se non altro ci diamo una possibilità proprio parlando con gli altri… possibilità che altrimenti ci neghiamo…
Il dialogo è una delle cose più belle della vita e ci permette di esternare il nostro sentire e aiutiamo anche altri a fare altrettanto…
Un vecchio proverbio recita – “Nella moltitudine dei consiglieri vi è la riuscita” – e allora parla, esprimiti, aiuta gli altri a conoscerti e dai modo anche a loro di farlo, poi ci sarà chi è meglio perdere che trovare ma tu non avrai perso nulla ma avrai solo acquisito un po’ di maturità in più sul modo di rapportarti con un tuo simile

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