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Solitudine interiore

Come uscire dall'indifferenza emotiva, dalla stasi delle emozioni che ci fa sembrare tutto uguale e ci sembra farci scivolare tutto addosso senza lasciare traccia?

di Paolo
Ciao,
scrivo in un momento particolare della mia vita. Ho 23 anni e studio all'università, sono un ragazzo generalmente ritenuto simpatico e anche piuttosto carino, ma vivo un periodo in cui queste mie "doti" fatico a evidenziarle e a mostrarle agli altri.
Nell'ultimo periodo mi sento cambiato caratterialmente e questo ha influenzato molto sulle mie vecchie amicizie. Forse sono diventato più maturo, ma è un fatto che diversi miei amici abbiano smesso di frequentarmi per motivi che non ho mai capito, anche se forse anch'io ho fatto di tutto per allontanarli con un atteggiamento che a volte è stato molto distaccato.
Esco comunque con altre persone e altri amici, ma mi sembra sempre che quando sono con loro vorrei stare con gli amici che perso, e viceversa, spero di essermi spiegato.
La frustrazione maggiore è che so di valere molto, ma non riesco ad emergere come vorrei in molti rapporti sociali, anche con le ragazze.
Ho molte amiche che mi stimano e mi giudicano un ragazzo profondo e romantico, ma di fatto ho avuto solo una relazione stabile (peraltro terminata malissimo) e delle piccole storielle senza futuro.

Il risultato è che mi sento in una condizione di sfiducia verso me stesso e le mie prospettive future, e onestamente non capisco il perché. Mi sento solo in mezzo alla gente e non provo più sensazioni di dolore o piacere, tutto mi scivola senza che realmente me ne importi.
E' già qualcosa che mi sia reso conto di questa situazione, ma non so proprio come uscirne: ho la sensazione di buttare la mia vita così, senza davvero impegnarmi per trovare quelle piccole gratificazioni che a volte servono per andare avanti. Tutto ciò è molto frustrante. Le persone intorno a me cambiano e sembra proprio che non mi capiscano più. Ci sarà una soluzione?
Grazie


La nostra risposta:
Caro Paolo,
ti sembrerà strano, perché ognuno è sempre portato a pensare a se stesso come al primo della specie, ma questo tuo stato di "indifferenza" emotiva è stato sperimentato molte volte da molte persone in tutte le epoche. Nel '900 ha anche dato vita ad una corrente artistica chiamata "esistenzialismo". Ci hanno scritto saggi e romanzi (Sartre e Camus ad esempio). Puoi leggere libri come "Lo straniero" o "La nausea" oppure, per rimanere in Italia, "Gli indifferenti" di Moravia. Ci hanno fatto film, anche molto famosi e divertenti, i registi italiani degli anni '60, da "I vitelloni" a "Il sorpasso", a "8 e mezzo". In questi ultimi la "stasi emotiva" non era proprio al centro del tema del film, ma era fra le caratteristiche dominanti.
La maggior parte di chi ha esaminato questo stato lo ha attribuito alla mancanza di valori morali, alla loro mancata o carente trasmissione da parte della famiglia e della scuola. Per fare un paragone tecnologico, è come se tu fossi la testina laser di un lettore di compact disk e non fossi perfettamente allineata con le tracce del disco, ed il disco rappresenta la società. Come conseguenza, la testina non riesce a leggere perfettamente la musica, a volte il suono è distorto, altre volte ci si aspetta di sentire un brano ed invece se ne ascolta un altro.
Così tu ti aspetti di sentire il brano "Sto bene con i miei amici" ed invece senti "Preferirei stare con gli altri". Ti aspetti di sentire un placido e romantico "Amo la mia ragazza, mi piace il lavoro e sono felice così", ma quello che la tua mente ti propone è "Non so che pesci pigliare" oppure "Non so nemmeno io cosa voglio" a ritmo di rap.

Come rimediare? Cosa fare? Bhè, non esiste un Bignami della morale o dell'etica che ti possa "allineare" la testina con le tracce. Di sicuro non è fuori di te stesso che puoi cercare la soluzione, né puoi sperare che qualcosa o qualcuno stringa una viterella e sistemi il malfunzionamento.
Te li devi cercare da solo. Dall'esterno puoi forse ricevere degli spunti, dei semi, ma questi è dentro di te che devono venire accolti e che devono germogliare. Il fatto stesso che tu ti sia accorto di questo tuo stato emotivo è un bel sole che potrebbe far nascere una bella e robusta pianta. Come ti dicevo, questa "indifferenza" è sempre esistita e sempre esisterà, ma la maggior parte delle persone che la prova riesce, beati loro, a compensare questo "buco" con il divertimento, rintontendosi di musica o trip, di calcio o di conquiste sessuali (prima) e di potere e soldi (dopo).
Un buon punto di partenza può essere proprio quello di leggere e pensare, due passatempi alquanto in disuso.

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I vostri commenti
Ci sono 1 commenti:

Se non ti capiscono forse è perché tu non parli con loro di questo tuo momento e forse anche loro non sanno come comportarsi con te avevi già pensato a questo
       (Scritto da Giusi il 16/7/2010 22:11)


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